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Bozzetti d’artista per la Galleria Romita

galleria romitaBruna Aprea, Paolo Del Giudice, Franco Pedrina, Lorenzo Viola sul tema “Feltre: storia, tradizione, paesaggio”

Galleria Via Claudia Augusta
14 marzo – 5 aprile 2009

 


Da sabato 14 marzo a domenica 5 aprile nella Galleria Via Claudia Augusta, in Piazza Maggiore, sarà visitabile la mostra “Bozzetti d’artista per la Galleria Romita”, promossa dall’Assessorato alle Politiche della Cultura.
Si tratta dell’esposizione dei bozzetti presentati da Bruna Aprea a Franco Pedrina, fanno parte del gruppo di maestri le cui opere sono incluse nella preziosa collezione donata da Liana Bortolon alla Galleria d’arte moderna “Carlo Rizzarda”.
Più volte la giornalista e critico d’arte d’origine feltrina si è occupata di loro nei suoi scritti. Paolo Del Giudice e Lorenzo Viola rappresentano la migliore tradizione pittorica veneta contemporanea e a Feltre hanno tenuto mostre di rilievo. Ciascuno di essi ha declinato il motivo suggerito con il linguaggio a sé più congeniale e secondo la propria poetica.

Ecco quindi che Bruna Aprea, forte dell’immaginifica potenza evocativa partenopea, ha scelto di raffigurare leggende locali ormai poco note: l’origine delle frane di Sanzan, la miracolosa salvazione di fra Marco del Giglio, poi realizzati, e il sasso di Santa Susanna. Lo ha fatto con colori decisi, che nelle opere definitive - acrilico su intonaco - sono diventati quasi smalti, narrando con toni fiabeschi, da cantastorie, i due episodi tramandati dalla nostra tradizione orale.
Da sempre attento studioso e interprete del folclore veneto Lorenzo Viola ha raffigurato il rito invernale del filò, la “vera scuola del sapere contadino” (Marisa Milani). Nelle lunghe serate invernali i gruppi familiari si riunivano nelle stalle e, mentre si scartocciavano pannocchie, si riparavano arnesi agricoli e si filava, i vecchi narravano storie di spiriti, streghe, esseri fantastici, intonavano filastrocche e canti popolari che così si tramandavano di generazione in generazione. L’artista ha poi rappresentato con la consueta intensità cromatica, caratterizzata dal sapiente accostamento di colori complementari, l’antica fiera di san Matteo, tradizionale appuntamento d’autunno che offre una rassegna dei prodotti agricoli di qualità del territorio feltrino. Le due opere sono state realizzate in gres porcellanato dipinto e graffito.

Paolo Del Giudice ha colto con pennellate rapide e sicure gli scorci più affascinanti della città: via Mezzaterra, via Luzzo, piazza maggiore, il loggiato palladiano, palazzo Villabruna, il santuario di San Vittore. Le elaborate architetture emergono delineate, di volta in volta, dalla vibrante luce di un tramonto, di un meriggio estivo, di un sonnolento mattino di pioggia con un’attenzione alla mutevolezza dei valori atmosferici che suggerisce una sorta di neo impressionismo, nutrito anche della padronanza del medium fotografico. In mostra abbiamo anche un pannello acrilico su intonaco, donato da Paolo Del Giudice alla città di Feltre, variante cromatica di quello esposto in Galleria Romita. Con un procedimento di distillazione più che di astrazione, l’inconfondibile mano di Franco Pedrina ha colto le suggestioni delle due stagioni contrapposte, inverno ed estate, con imprevedibili inserzioni di particolari connessi con la cultura locale: un elemento in ferro battuto di Carlo Rizzarda, una coppa del “tesoretto di Mugnai”, conservato al Museo civico, la colonna con il leone di piazza Maggiore. Dell’inverno sono colte le impressioni della neve e dei cristalli di ghiaccio nei boschi che circondano il centro abitato, nei confini del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Dell’estate i colori dell’anguria, soggetto prediletto delle nature morte di Pedrina, colori che, sinesteticamente richiamano i sensuosi umori zuccherini. Le due opere finali, anche in questo caso, sono state realizzate con la tecnica acrilico su intonaco.

La scelta tra i vari bozzetti delle otto opere realizzate, due per ogni autore, è stata operata da una commissione composta da Anna Maria Spiazzi, Soprintendente per il Patrimonio storico artistico ed etnoantropologico delle province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, Liana Bortolon e Ferruccio Franzoia.